domenica 21 ottobre 2018

22 ottobre 2018

Ciao Amici, un saluto da Manila. Questa sera rientriamo a Kuwait City, la lunga trasferta nelle Filippine e‘ finita. Sono molto soddisfatto dei risultati che abbiamo raccolto. Il terzo posto di Abdulla nel torneo under 17 del circuito asiatico , il raggiungimento della top 8( ha poi perso 15/14 per entrare nei primi quattro) di Khaled e i top 16 di Ali e Hamed nei campionati Asiatici under 23 e la bellissima medaglia d‘argento conquistata con il secondo posto nella gara a squadre rappresentano il segnale che il lavoro che stiamo facendo con il fioretto maschile sta producendo del movimento positivo. Sono molto contento per i ragazzi, ora spero che qualcosa si sblocchi al Ministero dello sport e che possiamo ricevere dei fondi per continuare il nostro processo di apprendimento.
Vi regalo questa meravigliosa canzone, le due stupende voci, le parole, il loro significato si adattano perfettamente alle emozioni che ho vissuto in questi giorni.
Ciao

venerdì 12 ottobre 2018

12 ottobre 2018

Salamaleco amici, sono molti giorni che non scrivo... ma e’ un periodo un po’ particolare. Ieri ho ricevuto la brutta notizia che il Ministero dello sport non sovvenzionera’ il nostro progetto tecnico. motivazione? Siamo troppo bassi nel ranking internazionale.... posso mai credere ad una risposta del genere???!!! Pensano che stando a casa i nostri atleti possono crescere, migliorare, fare esperienza e magari conquistate qualche punto???!!! Credo che ci sia qualche altro motivo, me lo auguro perche’ altrimenti saremmo alla follia pura!!! Non so cosa pensare, oggi parto per Manila, dove il 14 parteciperemo con Abdulla ad una gara cadetta del circuito asiatico e poi dal 16 ai campionati asiatici under 23; queste due gare erano state gia’ programmate e confermate dal ministero’ gia’ nella stagione precedente.
Costruire qualcosa( io con il fioretto maschile ho bisogno di partecipare ad allenamenti internazionali e a gare di coppa del mondo) basandomi solo ed esclusivamente sul budget personale degli atleti rende tutto molto difficile e di difficilissima realizzazione.
Ciao

sabato 22 settembre 2018

sabato 8 settembre 2018

8 settembre 2018

Salamaleco amici, sono riemtrato a Kuwait City. Nei prossimi giorni vi raccontero’ le cose successe in questo periodo, intanto ascoltate questa meravigliosa canzone.
Ciao

giovedì 12 luglio 2018

12 luglio 2018

Dream baby dream.....

martedì 10 luglio 2018

10 Luglio 2018

Ho vissuto quasi quattro anni in Giappone, ho imparato ad amare un popolo meraviglioso che rispetta le persone e le cose!!! ❤️🇯🇵❤️

venerdì 29 giugno 2018

29 giugno 2018

Che sapora ha questa vita qua.....mia divinita’ cosa volevi darmi? .... il cielo??

giovedì 28 giugno 2018

martedì 26 giugno 2018

26 giugno

Salamaleco amici, un saluto dalla calda Kuwaity City; oramai con le temperature non si scherza piu’, 44 gradi accompagnano questa giornata. Da quasi una settimana abbiamo ripreso gli allenamenti dopo l’ottima esperienza a Bangkok per i Campionati Asiatici Senior. E’ stata per noi una buona opportunita’ per crescere e migliorare e l’abbiamo sfruttata sia nella gara individuale che nella gara a squadre.
I campionati asiatici sono una gara di assoluto livello, credo ora nel fioretto  siano superiore agli europei per numero di nazioni competitive. Korea, Cina, Giappone, Hong Kong, Australia, scendono in pedana con ottimi schermidori e schierano tra le loro fila atleti da vertice mondiale.
Nella gara individuale solo Yasser  non e’ andato bene condizionato( questa volta credo piu’ mentalmente) dal suo  problema fisico; facendo un girone non buono con sole due vittorie e perdendo il primo match nei 64. Abdulla( secondo anno cadetto) ha conquistato tre vittorie in girone e poi ha perso il primo nei 64, facendo una buona esperienza. Ottime le prove di Khaled che e’ arrivato nei 32 e di Ali’ che ha chiuso la sua prova al sedicesimo posto.
Nella gara a squadre nel tabellone dei 16 abbiamo perso dall’Australia , nei primi tre match eravamo avanti e fino al 5 siamo rimasti incollati ai ragazzi australiani, poi la loro maggiore bravura e la loro esperienza e quindi capacita’ di fare le cose giuste nel tempo e’ emersa ed abbiamo perso 45a35; ma sono stato molto soddisfatto del match che abbiamo fatto. La squadra australiana ha chiuso poi al 4 posto, conquistando cosi’ un grandissimo risultato.
Voglio fare i complimenti al Maestro Signorello che in Australia in 10 anni ha costruito dal nulla una solida e fantastica realta’!!! Un lavoro meraviglioso che lo mette di diritto tra i migliori “Maestri” al mondo per capacita’ di costruzione di un lavoro partendo da zero.... anzi forse da sotto zero per assenza totale di cultura del fioretto in Australia. Bravo Antonio.
Dopo questo match abbiamo fatto una sciocchezza perdendo con le Filippine 45 a 44 , visto che eravamo avanti di parecchie stoccate.... ma anche questo fa parte di un percorso di apprendimento, per poi chiudere al 13 posto battendo India e Macao.
Sono molto contento della performance e della crescita dei ragazzi.
Ciao

venerdì 22 giugno 2018

22 Giugno 2018

S.
Di Marco Travaglio

Mentre il premier Giuseppe Conte ottiene il primo successo internazionale, incassando dalla Merkel la retromarcia di Berlino e Parigi sulla bozza d’accordo Ue che ancora una volta penalizzava l’Italia sui migranti, il vicepremier Matteo S. s’incarica puntualmente di oscurarlo con la sua sparata quotidiana a costo zero e a danno mille (per l’Italia e alla lunga anche per lui). Stavolta ce l’ha con Roberto Saviano, che si è permesso di criticarlo: “Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, anche perché mi pare che passi molto tempo all’estero. Valuteranno come si spendono i soldi degli italiani. Gli mando un bacione”.
La tentazione ormai è quella di ignorare tutto ciò che esce dalla bocca del cosiddetto ministro dell’Interno, che muore dalla voglia di dominare ogni santo giorno le aperture di tg e giornali. E di concentrarci sui fatti e gli atti concreti, finora pochini (almeno da parte sua). Presto inaugureremo la rubrichetta “Il Cazzaro Verde”, per riportare le sue quotidiane scemenze e incontinenze alle dimensioni che meritano: 10 righe. Il che non vuol dire mettergli il silenziatore sulle questioni di sostanza. Per esempio, l’annunciato e poi ritirato censimento etnico sui Rom: è vero che non porterebbe ad alcun risultato pratico neppure se si facesse (i Rom sono un po’ italiani, un po’ romeni, un po’ slavi, dunque comunitari, ergo nemmeno uno – anche volendo – può essere espulso), ma solo a evocarlo già produce nuovo razzismo a buon mercato nella nostra società avvelenata.
Queste sono le critiche da muovere a Salvini: non gridare ogni giorno al fascismo, magari senza riconoscere i risultati ottenuti dal governo (come lo storico precedente di un posto non italiano, ma spagnolo, che accoglie migranti dalla nave di un’Ong). Idem per la polemica sulla scorta di Saviano, che non è la solita flatulenza uscita dal buco sbagliato: è una questione di sostanza che ci portiamo dietro dai tempi di Giovanni Falcone, quando alcuni signorini molto perbenino del suo quartiere nel centro di Palermo si misero a strillare perché, signora mia, tutte quelle sirene li innervosivano. Qualche tempo dopo, forse per non disturbare altri sensibilissimi cittadini, forse per ragioni più inconfessabili, il prefetto e il questore pensarono bene di non vietare i parcheggi in via D’Amelio, dove abitava l’anziana madre di Paolo Borsellino. Col risultato di agevolare il lavoro dei killer mafiosi, che poterono posteggiarvi indisturbati la Fiat 126 imbottita di tritolo e farla esplodere al suo arrivo il 19 luglio 1992. Sulle scorte non si scherza.
Saviano non è l’oracolo di Delfi (nessuno lo è) e si può tranquillamente dissentire da lui, come ogni tanto amichevolmente facciamo anche noi. Sui migranti criticò la linea dura di Minniti e ora critica la linea durissima di S.: tutto gli si può dire, tranne che non sia coerente o agisca per conto terzi. Ai tempi del governo Renzi, criticò i silenzi del presunto rottamatore sulle mafie e chiese le dimissioni della Boschi per i conflitti d’interessi su Etruria, beccandosi gli insulti dei rottweiler pidini (Rondolino lo paragonò sull’Unità a un “mafiosetto di quartiere” nel silenzio di tutti, compreso il suo giornale, ma non del Fatto).
Ora S. vuole rispondergli nel merito, opponendogli le sue ragioni (vere o presunte)? Lo faccia. Ma la smetta di tirare in ballo la sua scorta (non è la prima volta che lo fa). Perché Roberto non se l’è data da solo. Perché chiunque ce l’abbia fa una vita di merda. E perché non si può minacciare di levarla a chi dissente. Altrimenti è un ricatto, minaccioso e pericoloso: se mi elogi ti proteggo, se mi critichi ti lascio ammazzare. E nessun uomo delle istituzioni – parrà strano, ma anche S. da 21 giorni lo è – può permettersi questi messaggi mafiosetti: lo Stato non è roba sua, e nemmeno le forze dell’ordine o le scorte.
Che vanno assegnate a chi è in pericolo, per i più svariati motivi, a prescindere da chi è e come la pensa. A questo proposito, ieri il pm antimafia Nino Di Matteo ha rivelato a un convegno che il suo ex collega Antonio Ingroia è senza scorta da maggio. Guardacaso gliel’hanno tolta 15 giorni dopo le condanne degli imputati all’ultimo processo istruito da lui: quello sulla trattativa Stato-mafia. Stiamo parlando di un ex pm molto noto e riconoscibile che per 35 anni ha dato la caccia ai mafiosi e anche ai loro complici nelle istituzioni, nei servizi segreti, nella politica, nell’economia (facendo condannare in via definitiva, fra gli altri, Bruno Contrada e Marcello Dell’Utri).

Che molti mafiosi (e non solo mafiosi) lo vogliano morto, non è un mistero per nessuno. Chi ha deciso, ai tempi supplementari del governo Gentiloni e del ministro Minniti, di lasciare Ingroia senz’alcuna protezione? Sappiamo benissimo che il pensionamento o le dimissioni di un magistrato non bastano a metterlo al sicuro: le condanne a morte delle mafie durano in eterno, qualunque cosa facciano i condannati (Falcone fu ucciso quand’era fuori servizio, prestato al ministero della Giustizia). Quindi il nuovo governo, nella persona di S., provveda subito, senza neppure porsi il problema delle idee di Ingroia, che sono affar suo. E, se tiene alla poltrona, provi a ricordare quel che accadde a un suo predecessore: il ministro dell’Interno Claudio Scajola, che nel 2002 dovette dimettersi per aver definito “rompicoglioni” il professor Marco Biagi, consulente del suo governo, appena ammazzato come un cane mentre tornava a casa in bicicletta sotto i portici di Bologna, dopo aver ripetutamente segnalato al Viminale le minacce subìte e chiesto invano protezione. Anche Ingroia e Saviano sono “rompicoglioni”. E a noi, per solidarietà di categoria, i rompicoglioni piacciono un sacco. Li preferiamo vivi

lunedì 4 giugno 2018

venerdì 25 maggio 2018

giovedì 24 maggio 2018

24 Maggio 2018

Salamaleco amici, sono rientrato a Kuwait city da un paio di giorni dopo le tre settimane in giro per il mondo. San Pietroburgo, Bucarest e Shanghai sono state gare interessanti per i ragazzi kuwaitiani, la possibilita’ di confrontarsi e di cercare di capire la scherma mondiale. Yasser a San Pietroburgo ha fatto un ottimo girone con 5 vittorie e una sola sconfitta, perdendo purtroppo da un Russo nei 128; peccato perche’ e’ andato molto vicino alla qualificazione diretta nei primi 64. Yacob, Ali e Abdulla Gulum sono usciti nel girone con una vittoria a testa. Da San Pietroburgo ci siamo trasferiti a Bucarest e ci siamo allenati presso gli impianti dello Steaua, ospiti di Florin il Maestro del fioretto. Qui purtroppo sono ricominciati i problemi alla schiena per Yasser( lo tormentano da gennaio, e ancora non abbiamo trovato la soluzione.....) che lo hanno condizionato anche durante la gara satellite dove ha chiuso comunque con un ottimo 6 posto fermato dal vincitore della gara, per 15a12,  l’italiano naturalizzato turco Minuto.
Ali e’ entrato nei 32 e Yacob e’ stato eliminato nei 64; Abdulla Gulum da San Pietroburgo e ‘ rientrato in Kuwait perche’ si e’ accorto solo in terra sovietica che non aveva il visto per l’europa....??!!!
Purtroppo dopo la gara di Bucarest ho dovuto far rientrare Yasser in Kuwait per i problemi alla schiena e sopratutto per cercare qualcuno in grado di fare una diagnosi e affrontare il problema; una soluzione va trovata per il suo bene e per far in modo che possa allenarsi con continuita’ senza dover rallentare o addirittura fermarsi per i problemi che lo perseguitano da mesi.
A Shanghai Ali e Yacob sono usciti nel girone con una sola vittoria, mi auguro che queste esperienze gli abbiano consentito di capire qualcosa in piu’. Purtroppo non hanno il background di tutte le esperienze da under 17 e under 20 e quindi il loro impatto con il mondo dell’assoluto e’ complicato.
Al mio rientro ho trovato temperature bollenti, siamo  gia’ sui 37 .... ed e’ solo l’inizio in piu’ siamo entrati nel Ramadam, quindi ci alleneremo per preparare i campionati asiatici solo la sera dalle 21.00 in poi visto che i ragazzi possono mangiare solo dopo il calare del sole, che avviene alle 18.30
Una nuova esperienza...
Ciao .

mercoledì 2 maggio 2018

2 Maggio 2018


2 Maggio 2018

Salamaleco amici, e’ quasi un mese che non scrivo sul blog; e’ stato un mese abbastanza intenso. Abbiamo partecipato ai campionati del mondo Cadetti e Giovani a Verona, organizzati in maniera ottimale, per noi si e’ trattata di un’ottima esperienza. I due cadetti e i due giovani hanno potuto cimentarsi con il mondo e rendersi conto cos’e’ la scherma fuori dal Kuwait. Sono rimasto molto contento della loro attenzione e della loro voglia di apprendere; le loro performance sono state in linea con cio’ che mi aspettavo, qualche assalto discreto nei gironi e dei match discreti nei 256 e nei 128. Mi auguro per i ragazzi e per la Federazione che questo percorso di apprendimento possa continuare e si trovino le risorse per investire nel fioretto .
Innegabilmente la Federazione Kuwaitiana dovra’ fare un’analisi molto attenta anche sulla situazione interna, se non si cambiano alcune cose nella metodologia d’insegnamento nei club, la base fara’ sempre fatica ad esprimere schermidori con conoscenze basilari, in grado poi di seguire un percorso di crescita.
Anche per me l’esperienza dei mondiali giovanili e’ stata molto positiva dal punto di vista tecnico mi ha permesso un proficuo aggiornamento e a livello umano mi ha ulteriormente arricchito migliorando il livello di conoscenza di alcune persone..... non si finisce mai di imparare!!!!
Tra poche ore partiro’ insieme a Yasser, Ali, Yacob e Abdulla ( tutti Senior) per un bellissimo tour schermistico. Prima tappa San Pietroburgo ( coppa del mondo ind. e Sq), poi voleremo a Bucarest per la prova di coppa Satellite per poi chiudere il viaggio a Shanghai per la prova di GP .
Sara’ una straordinaria esperienza per questi quattro ragazzi e un immenso grazie va a Yasser che ha trovato la sponsorizzazione di una Famiglia Kuwaitiana , innamorata dello sport, che ci sovvenziona l’intera trasferta. Mi dispiace che i cadetti e i giovani non possano partecipare ma siamo sotto esami di fine anno.
Ciao

giovedì 5 aprile 2018

5 aprile 2018

Ciao amici, un saluto da Verona. Sono molti giorni che non scrivo, molte cose sono successe; oggi ho incontrato una persona e il suo lungo, dolce e tenero abbraccio mi ha fatto molto soffrire ma allo stesso tempo mi ha regalato una infinita emozione. Poco dopo ho ricevuto questo messaggio e trovato in queste parole molte cose che avrei voluto saper scrivere in questi giorni:

bel poema di Mário de Andarde (San Paolo 1893 - 1945) Poeta, romanziere, saggista e musicologo.
Uno dei fondatori del modernismo brasiliano
____________________________________
*LA MIA ANIMA È IN PRISA*
Ho contato i miei anni e ho scoperto che ho meno tempo per vivere da qui in poi, rispetto a quello che ho vissuto fino ad ora.
Mi sento come quel bambino che ha vinto un pacchetto di *dolci*; i primi li mangiò con piacere, ma quando percepì che ce ne erano pochi, cominciò a gustarli profondamente.
Non ho più tempo per riunioni interminabili in cui vengono discussi statuti, regole, procedure e regolamenti interni, sapendo che nulla sarà raggiunto.
Non ho più tempo per sostenere le persone assurde che, nonostante la loro età cronologica, non sono cresciute.
Il mio tempo è troppo breve per discutere di titoli. Voglio l'essenza, la mia anima ha fretta ... Senza molti *dolci* nel pacchetto ...

Voglio vivere accanto a persone umane, molto umane.
 *Che sanno come ridere dei loro errori*. 
Non essere gonfio, con i tuoi trionfi. Nessuno  è considerato eletto prima del tempo. Non scappare dalle tue responsabilità. Questo difende la dignità umana. E voglio solo camminare dalla parte della verità e dell'onestà.
L'essenziale è ciò che rende la vita utile.
*Voglio circondarmi di persone che sanno come toccare i cuori delle persone* ...
*Le persone a cui i duri colpi della vita hanno insegnato a crescere con tocchi morbidi nell'anima*
Sì ... Sono di fretta ... Ho fretta di vivere con l'intensità che solo la maturità può dare.
Intendo non sprecare nessuno dei *dolci* che ho lasciato ... Sono sicuro che saranno più squisiti di quello che ho mangiato finora.
*Il mio obiettivo è raggiungere il fine* soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza.

Abbiamo due vite e la seconda inizia quando ti rendi conto che ne hai solo una.....

Ciao amici

giovedì 22 marzo 2018

venerdì 9 marzo 2018

9 Marzo 2018


9 Marzo 2018

Complimenti Leonie per la tua medaglia d’argento ai campionati europei. Sono molto felice per te, ti meriti questa medaglia, per la tue straordinarie qualita’ schermistiche, per la tua passione , per la tua tua onesta’ e per il tuo meraviglioso carattere.
Ciao Tiger

9 Marzo 2018

Salamaleco amici un saluto da Kuwait city, sono in palestra per assistere al secondo giorno dei campionati under 20. Vi devo ancora raccontare della prova individuale e a squadre under 20 dei campionati asiatici. Abdulla, il cadetto, e’ arrivato tra i primi 8 facendo una buona gara e migliorando la pur buona prova nella gara under 17. Dopo un buon girone ha superato nei 64 un ragazzo dell’Arabia Saudita, nei 32 un koreano e nei 16 un australiano( e’ straordinario il lavoro che il Maestro Signorello sta facendo in Australia) per poi fermarsi negli 8 davanti ad un atleta di Singapore. Hammed e Wahab si sono fermati nei 64 dimostrando che ancora devono assimilare certi concetti e sopratutto la tranquillita’ e la continuita’ nell’applicarli. Jacob si e’ fermato nei 32, pagando la mancanza di esperienza, tra cadetto e under 20 non ha mai fatto gare fuori dal Kuwait.
Nella gara a squadre abbiamo chiuso al 9 posto, non partecipando alle gare di coppa del mondo non abbiamo ranking e quindi nel tabellone iniziale incontriamo subito le teste di serie. Singapore, per ora , ci e’ superiore per capacita’ tecnica e per esperienza internazionale. Sono comunque soddisfatto perche’ poi nei match per i piazzamenti dal 9 al 16 posto abbiamo sempre vinto battendo Filippine, Uzbekistan e Barheim ; i ragazzi hanno potuto fare molti match e questo e’ molto importante per accrescere il loro bagaglio d’esperienza.
Massalam

domenica 25 febbraio 2018

26 febbraio 2018

Salamaleco amici, un saluto da Dubai. Ieri si e, svolta la gara under 17 per i campionati asiatici. Abdulla( vincitore dei campionati arabi) e’ arrivato tra i primi 16. Dopo un girone non molto brillante, chiuso con 3vittorie e 3sconfitte, nel tabelllone dei 64 ha avuto la meglio su un atleta dell’Arabia Saudita e poi nei 32 su un fiorettista koreano ( questo match mi e’ piaciuto molto e come importanza per la crescita di Abdulla vale piu’ questo match che tutto il campionato arabo), nei 16 ha perso abbastamza nettamente da un fiorettista giapponese. La cosa che piu’ e’ emersa e’ la mancanza totale di velocita’ di pensiero nel prendere le decisioni in pedana, e questa mancanza e’ figlia di una inesperienza internazionale e di un basso livello di qualita’ nell’allenamento quotidiano. Tutto il mondo asiatico, viaggia oramai in giro per il mondo da anni, crescendo sia dal punto di vista dell’esperienza, dal punto di vista decisionale e dal punto di vista tecnico. Sono comunque soddisfatto della prova di Abdulla che e’ ancora al secondo anno cadetto e ha tutto il tempo per crescere se lo vorra’ e se ci saranno le condizioni per poterlo fare.
Il secondo cadetto, Hammed ( bronzo ai campionati arabi) si e’ fermato nei 32, il solito attendere per rifugiarsi in chiusure a volte preparate non bene ha pagato nel girone ( 4 vittorie e 1sconfitta), ma nel match dei 32 contro un ottimo schermidore di Hong Kong non sono state sufficenti ad impedirgli una sconfitta netta; Hammed se vorra’ crescere dovra’ riuscire ad ampliare il suo bagaglio tecnico in pedana.
Massalam

venerdì 23 febbraio 2018

24 febbraio 2018


23 Febbraio 2018

Salamaleco amici, questo pomeriggio siamo arrivati a Dubai, dove da domani inizieranno i campionati asiatici under 17 e under 20; un’ottima opportunita’ per i ragazzi di alzare l’asticella dopo i campionati arabi del Cairo. Nella capitale egiziana, Abdulla ha conquistato l’oro e Hammed il bronzo nella prova cadetta, mentre sempre Abdulla ha conquistato il bronzo nella prova riservata agli under 20. Queste tre medaglie mi hanno soddisfatto, perche’ conquistate al cospetto di egiziani e tunisini che sono buoni schermidori. Nella prova under 20 a squadre e’ arrivato un bronzo , dopo che il Barheim ci ha battuto in semifinale e abbiamo superato gli Emirati Arabi nella finalina, nella prova a squadre non abbiamo tirato bene commettendo molti errori. Domani mattina andremo al luogo di gara per un leggero allenamento e per il controllo del materiale. Dopodomani scenderanno in pedana gli under 17, sono molto felice e curioso di vedere i ragazzi cinentarsi con il meglio del mondo asiatico, che oramai rappresenta da anni parte dell’elite’ mondiale. Giappone, korea, Singapore ed altri rappresenteranno un banco di prova molto difficile, ma stimolante.
Massalam.

giovedì 22 febbraio 2018

giovedì 8 febbraio 2018

mercoledì 7 febbraio 2018

7 Febbraio 2018

Silvio Boldrinoni

Di : Marco Travaglio

Era il 23 agosto 2009 e lui, a parte un colorito mogano-palissandro, era tirato a lucido e laccato come un sanitario Ideal Standard. Lui nel senso di Silvio Berlusconi, ancora premier, reduce da una visita di Stato in Tunisia e in partenza per la Libia dall’amico Gheddafi, rilasciò una memorabile intervista alla tunisina Nessma Tv, che aveva appena comprato in società col vecchio compare Tarak Ben Ammar (presente quel giorno in studio con lui) e con l’amico Gheddafi.
Lì il Cainano, ammiccando con l’occhio lubrico da latrin lover all’avvenente conduttrice che lo riempiva di elogi, lanciò un appello agli africani perché si trasferissero in massa a casa nostra: “Noi italiani abbiamo il dovere di guardare a quanti vogliono venire in Italia con una apertura totale di cuore. E di donare a coloro che vengono in Italia la possibilità di un lavoro, una casa, di una scuola per i figli e la possibilità di un benessere che significa anche la salute e l’apertura di tutti i nostri ospedali alle loro necessità e questa è la politica del mio governo… È necessario incrementare le possibilità per la gente che vuole tentare nuove opportunità di vita e di lavoro, occorre aumentare le possibilità di entrare legalmente in Italia e negli altri Paesi europei. Questo è ciò che voglio sia fatto, non solo in Italia, ma in tutta Europa”.
A quel punto l’occhio da cascamorto virò nell’occhio umido da caimano: “E poi bisogna dire che gli italiani sono stati un popolo che ha lasciato l’Italia e che è emigrato in altri Paesi… La cosa più terribile sono le organizzazioni criminali, che approfittano della speranza degli altri, delle persone che sono nella miseria e che vogliono donare a se stessi e ai propri cari un futuro migliore. E allora si affidano a persone che con imbarcazioni non sicure si mettono in mare, con tragedie a ogni istante”. Così, in un nanosecondo, milioni di maghrebini – ignari del livello medio di attendibilità di ogni parola che esce dalla bocca di B. (zero) – si fecero l’idea che l’Italia fosse diventata il loro Paese di Bengodi. E prepararono i bagagli.
Ora confrontate quelle parole con queste, pronunciate sempre da B. a La7, il 28 dicembre 2017: “Una volta i poveri del mondo non sapevano nulla di come si vive nei paesi del benessere e quindi non avevano spinte a spostarsi, lasciare la loro patria e venire qui. Adesso anche nelle più sperdute tribù dell’Africa esistono dei grandi schermi televisivi con delle batterie, anche senza corrente. E alla sera tutto il villaggio si raduna a vedere la televisione che illustra la nostra vita. Quand’ero in Congo a costruire un ospedale per bambini, ebbi l’invito da una di queste tribù e mi trovai in un villaggio senza luce ma con il grande schermo funzionante”.
Lì, aggiunge commosso, “un ragazzo di 20 anni, che aveva i piedi nudi e la stessa maglietta da cinque anni, mi disse: la nostra più grande aspirazione è venire da voi per cambiare la nostra vita e quella dei nostri figli”. Chissà se, su uno di quei tipici maxischermi da villaggio (turistico?), il giovanotto aveva visto e sentito B. promettere il paradiso in terra ai migranti africani come neppure la Boldrini al brindisi di Capodanno. Chissà se era informato del Trattato militare siglato nel 2008 dal novello dottor Schweitzer col regime di Gheddafi per riempirlo di armi, tecnologie e opere pubbliche in cambio della chiusura a ogni costo (stragi, repressioni e campi di concentramento nel deserto) dei flussi migratori dalle coste libiche. Chissà se sapeva che, due giorni dopo l’intervista alla tv tunisina, l’apostolo dei migranti aveva esaltato a Tripoli, accanto all’amico colonnello, i balsamici effetti dei respingimenti in mare. Ma soprattutto chissà che ne pensa di tutto ciò l’alleato di B. Matteo Salvini che, dopo gli orrendi fatti di Macerata, accusa una non meglio precisata “sinistra” di avere riempito l’Italia di clandestini, mentre l’unico ministro che a memoria d’uomo sia riuscito a ridurre gli sbarchi si chiama Minniti ed è, se non proprio di sinistra, almeno del Pd.
Ora B. annuncia l’immediato rimpatrio di “600 mila irregolari” (una cifra a caso, gli è venuta così). Strano, perché nel 2002 il suo governo, con i voti della Lega, approvò la più grande sanatoria di irregolari mai vista in Europa (694.224 domande accolte). Nel 2003 accettò senza fare un plissé il Regolamento Ue di Dublino che affibbiava in esclusiva l’accoglienza dei migranti ai paesi di primo sbarco, cioè all’Italia. Nel 2009, mentre B. invitava i migranti a venire a frotte, il suo governo, sempre coi voti della Lega, varò la seconda mega-sanatoria di irregolari (294.744) e il decreto Maroni col reato di immigrazione clandestina.
Un’ideona che da nove anni intasa le Procure siciliane di decine di migliaia di fascicoli inutili su altrettanti fantasmi dall’identità, nazionalità e residenza imperscrutabili, punibili con multe di mille o 2 mila euro che mai nessuno pagherà. Inoltre, essendo tutti indagati (almeno i sopravvissuti), i migranti possono avvalersi della facoltà di non rispondere e di mentire, dunque le forze dell’ordine e i pm non possono più interrogarli come testi con l’obbligo di rispondere e dire la verità sui loro scafisti. Infine possono ricorrere contro i rimpatrii (già in larga parte teorici, o perché mancano gli accordi bilaterali con gli Stati di provenienza, o perché non si riesce a identificarli, o perché le questure e le prefetture non hanno soldi per i charter) fino al termine del processo, cioè per anni e anni, in attesa della Cassazione.

Nel 2011 finalmente B. si levò dalle palle, ma ci lasciò in eredità una bella guerra in Libia che moltiplicò gli annegamenti e gli sbarchi, per la gioia di Mafia Capitale e degli altri affaristi della cosiddetta accoglienza. Ora per fortuna non gli credono più nemmeno gli africani (tant’è che, appena arrivati in Italia, fanno di tutto per valicare le Alpi): mica sono italiani.

giovedì 25 gennaio 2018

26 Gennaio 2018

Salamaleco amici, mercoledi sera siamo rientrati a Kuwait City dalla trasferta Parigina. Sono state due settimane molto interessanti, che mi hanno consentito di conoscere meglio il gruppo di fiorettisti che mi hanno seguito. Abbiamo lavorato molto, ma molte energie sono state spese per spiegare ai singoli atleti e al gruppo come ci si comporta in giro per il mondo, quali sono le cose fondamentali da fare per iniziare a pensare di essere degli atleti e degli schermidori. La puntualita’ il rispetto delle regole, l’alimentazione, la gestione del proprio bagaglio schermistico , tutte cose ovvie che qui non lo sono e che vanno insegnate. I ragazzi kuwaitiani sono molto” distratti”, la vita che conducono non li porta ad affrontare e risolvere da soli i problemi che la normale quotidianita’ presenta loro, c’e’ sempre qualcuno che li risolve per loro!!! Quindi immaginatevi che capacita’ possono avere di affrontare e risolvere da soli le situazioni che si creano in pedana quando devono affrontare un avversario. Se a questo poi aggiungiamo la totale inesperienza internazionale della quasi totalita’ del gruppo, potrete capire in che direzione dovra’ andare il mio lavoro.
Volete un esempio? Dopo tre mesi che ho spiegato loro con quanto e che materiale schermistico dovevano portarsi a Parigi per l’allenamento e la gara, dopo che ben due volte hanno avuto la possibilita’ di andare al negozio di materiale schermistico, Ali si e’ presentato al controllo delle armi con un fioretto solo, con montata una lama non Maraging..... puo’ bastare????
Ogni singola seduta di allenamento e’ stata utile per i ragazzi per capire che cio’ che hanno fatto per anni in Kuwait, purtroppo per loro, non esiste da decenni in giro per il mondo; se a questo aggiungete, come ho detto prima, che tutti i ragazzi a parte Yasser erano alla loro prima esperienza internazionale capirete quanto sara’ grande la montagna che dovremo scalare.
Devo dire che alcune cose positive sul lavoro che stiamo facendo le ho intraviste, e di questo ne sono molto felice. Le quattro vittorie e due sconfitte( fatte con un enorme mal di schiena che lo hanno poi portato al ritiro alla fine del girone) di Yasser sono state il frutto di una buona performance. Le tre vittorie di Khaled e una parte del match dei 256 mi hanno fatto vedere alcune cose sulle quali stiamo lavorando. Il resto dei ragazzi under 20 e under 17 non sono andati, in alcuni casi, oltre ad una vittoria per girone; ma tutti erano contenti di aver potuto cimentarsi in una gara di cosi’ alto livello. Nella gara a squadre, non avendo punti nel ranking internazionale, abbiamo affrontato la Francia perdendo 45a9.
Da domani riprenderemo gli allenamenti per poi a meta’ febbraio andare al Cairo per i campionati arabi under 17 e under 20.
Massalam

giovedì 18 gennaio 2018

18 Gennaio 2018

Salamaleco amici, un saluto da Parigi , ieri abbiamo finito l’allenamento presso il club di scherma di Rueil -Malmaison. Per i ragazzi si e’ trattato di un’ottima esperienza, che spero permetta loro di iniziare a capire cos’e’ la scherma. Purtroppo non tutto e’ girato dal verso giusto; Khaled , uno dei due Senior, e’ arrivato solo ieri causa ritardo del visto e una volta atterrato a Parigi non ha trovato il bagaglio, per fortuna e’ stato rintracciato e questa mattina lo consegneranno in hotel. Yasser, l’altro Senior, il ragazzo con piu’ esperienza internazionale data dalla sua passione per la scherma( sono anni che frequenta il circuito a spese sue) ieri dopo il suo assalto con i cinesi si e’ bloccato con la schiena; credo si tratti di un problema muscolare. Purtroppo non abbiamo un fisioterapista con noi e questa mattina sto cercando qualcuno che ci possa aiutare. Mi dispiace molto per Yasser, in questi giorni di allenamento lo avevo visto fare delle cose sulle quali stiamo lavorando e mi sarebbe piaciuto vederlo in gara, ma ora la cosa che piu’ mi interessa e’ rimetterlo in condizioni di camminare.
Massalam

mercoledì 17 gennaio 2018

17 gennaio 2018

The Post: editori e direttori italiani, guardate il film di Spielberg e vergognatevi
Peter Gomez

C’è da chiedersi con quale spirito usciranno dalle sale dei cinema italiani buona parte degli editori e direttori di giornali e tv che nei prossimi giorni vedranno The Post. Il nuovo film di Steven Spielberg è straordinario. Ripercorre con cura il celebre caso dei Pentagon Papers, i documenti coperti da segreto di Stato sull’inutilità della guerra in Vietnam e sulle bugie delle Amministrazioni americane, resi noti nel 1971 dal Washington Post e New York Times. Racconta gli Stati Uniti di quegli anni scossi dal movimento pacifista, parla dell’arroganza del Potere che fa di tutto per evitarne la pubblicazione dello scoop. The Post però, al di là delle apparenze, non è semplicemente un film sulla libertà di stampa. A ben vedere, l’indimenticabile sentenza pronunciata da Hugo Black, l’ottuagenario giudice della Corte suprema che impedì al presidente Richard Nixon di bloccare le 7000 pagine del rapporto top secret, è solo il finale di una storia scritta da donne e uomini animati da senso del dovere, consapevolezza del proprio ruolo e preoccupazione costante per la propria reputazione.
Così mentre molti giornalisti ricordano ancora con qualche esaltazione le parole di Black mentre spiega agli americani che secondo i Padri fondatori “la stampa deve servire ai governati e non ai governanti” e che “il potere del governo di censurare la stampa è stato abolito perché la stampa rimanesse libera di censurare il governo”, quasi tutti dimenticano come si arrivò a quella sentenza. La fatica e le scelte difficili prese da chi faceva i giornali.
Un’editrice, Kay Gramm, magistralmente interpretata Meryl Streep, decide di affrontare il rischio di andare in prigione pur di raccontare che tutti i governi americani, da Truman a Nixon, avevano mentito al popolo. E lo fa anche se molti presidenti e i membri di quelle Amministrazioni erano suoi amici, erano le persone con le quali usciva abitualmente a cena o partiva in vacanza. Pubblica, anche se la quotazione in Borsa del suo Washington Post può saltare a causa degli articoli. Un direttore, Ben Bradlee, realisticamente impersonato da Tom Hanks, le tiene il fiato sul collo per potersi guardare ogni mattina allo specchio, fissare negli occhi i suoi redattori e restare fedele al proprio ruolo di cane da guardia del Potere.
Ma contemporaneamente, conscio delle proprie responsabilità, evita che venga fornita ai lettori la parte di notizie contenute nel rapporto in grado di mettere a rischio la vita dei militari impegnati nella guerra. Due cronisti, quando ancora non si sa se l’editrice avrà il coraggio di pubblicare, fanno invece presente che in caso di censura daranno le dimissioni.

Accanto alla solidità di una grande Costituzione liberale, in The Post emerge insomma la forza di donne e uomini che sanno qual è il loro compito nella società. Per questo, mentre scorrono i titoli di coda, vengono in mente le storie nostrane di editori che incontrano invece i politici per suggerire leggi e ministri (Carlo De Benedetti) o che diventano politici essi stessi evitando così la fatica di ogni intermediazione (Silvio Berlusconi). Si riaccende il ricordo di vecchi direttori italiani, come Lamberto Sechi, che un tempo dicevano: “I giornalisti hanno amici, i giornali no”. E risuona nelle orecchie un’antica battuta oggi per molti colleghi più che mai attuale: “Non dite a mia madre che faccio il giornalista, lei crede che io faccia il pianista in un bordello”. Perché in fondo la libertà non è fatta solo di leggi, ma soprattutto di donne e di uomini liberi che se la sanno ogni giorno conquistare.

martedì 16 gennaio 2018

16 Gennaio 2018

Razzismo, a furia di forzare la Costituzione col piede di porco questo è il risultato

“Non possiamo accettare tutti gli immigrati che arrivano: dobbiamo decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società devono continuare a esistere o devono essere cancellate”.
Attilio Fontana, già sindaco leghista di Varese (una fama, bontà nostra, da moderato) spiega meglio il concetto: “E’ un discorso demagogico e inaccettabile quello di dire che dobbiamo accettarli, è un discorso a cui dobbiamo reagire, dobbiamo ribellarci: non possiamo accettarli tutti. Vorrebbe dire che non ci saremmo più noi come realtà sociale e etnica, perché loro sono molti più di noi, perché loro sono molto più determinati di noi nell’occupare questo territorio. Di fronte a queste affermazioni dobbiamo ribellarci, non possiamo accettarle, perché qui non è questione di essere xenofobi o razzisti, ma logici e razionali: non possiamo perché tutti non ci stiamo, quindi dobbiamo fare delle scelte, decidere se la nostra etnia, razza bianca, società deve continuare ad esistere o deve essere cancellata, è una scelta. Se la maggioranza degli italiani dovesse dire noi vogliamo autoeliminarci vorrà dire che noi che non vogliamo autoeliminarci ce ne andiamo da un’altra parte”.
Ma attenzione, perché dall’altra parte – si fa per dire – della barricata si elogia nientemeno che Mussolini. Ci pensa Maurizio Sguanci (Pd), presidente del Quartiere uno a Firenze e ex consigliere democratico durante il mandato da sindaco di Matteo Renzi. L’esponente di quello che continuiamo pervicacemente a chiamare “centrosinistra” e che di sinistra ha oramai assai poco, vale la pena che lo si citi integralmente: “Fatto salvo che Mussolini è la persona più lontano da me e dal mio modo di pensare, nessuno in questo Paese ha fatto, in quattro lustri, quello che ha fatto lui in vent’anni. E purtroppo a dircelo è la storia”.
Non l’ha nemmeno detto, lo ha scritto (avendo quindi il tempo di pensarci bene, su Facebook). E rivelando (oltre a un’attitudine alla “coglioneria”) anche una infinita ignoranza, continua così: “fatte salve tutte le peggiori nefandezze, fece anche: la riforma industriale, la riforma del lavoro, la riforma dei salari, introdusse la tredicesima, la riforma delle pensioni, della scuola, la riforma agraria, l’edilizia sociale, le varie bonifiche, rinnovato le linee ferroviarie. Eretto Università, istituti agrari, scuole di guerra aeree e navali e tante tante altre cose”.

Il punto dunque non è anteporre al presunto “centrodestra” un altrettanto presunto “centrosinistra”. Il punto è che a forza di utilizzare il piede di porco per disarticolare la Costituzione Italiana, alla fine questi sono i risultati. Il punto è che a furia di spostare i paletti del tollerabile sempre più in là si finisce di fare l’apologia del fascismo (o implicitamente quella del nazismo) reintroducendo concetti fuori dalla storia come quello della razza, e lo si fa impunemente sia dal punto di vista politico che da quello penale, pur essendoci nel nostro Paese delle leggi che ci dovrebbero tollerare sia dal fascismo che dall’odio razziale e dal razzismo.

domenica 14 gennaio 2018

mercoledì 10 gennaio 2018

10 gennaio 2018

Salamaleco amici, questa sera alle 22.30 partiremo destinazione Parigi. Ci alleneremo per una settimana presso il Club Rueil malmaison, per poi partecipare al CIP, la gara di coppa del mondo individuale e a squadre che si svolgera’ nella capitale parigina il 19,20 e 21.
Per i ragazzi kuwaitiani e per me la priorita’ sara’ l’allenamento, poter tirare per una settimana con ottimi fiorettisti francesi permettera’ ai ragazzi di capire molte cose e a me, di vedere la loro reazione e i loro comportamenti in pedana con atleti con bagaglio tecnico e di esperienza  superiore al nostro. La gara permettera’ loro di vivere un’esperienza straordinaria che spero poi sara’ seguita da altre sia a livello under 20 che a livello assoluto.
Massalam



martedì 9 gennaio 2018

9 gennaio 2018

The World needs people like you!!!!
THE TIME IS UP!!!

domenica 7 gennaio 2018

lunedì 1 gennaio 2018

1 gennaio 2018

Salamaleco, Happy New Year to all🌹