mercoledì 28 gennaio 2015

28 gennaio 2015

Quirinale, la Resurrezione di Lazzaro

Può darsi che, come dice Renzi senza precisare  settimana esatta, “sabato avremo il presidente”. Nel qual caso il premier avrà vinto la partita, chiunque sia il nome del prescelto. Che, comunque, sarebbe frutto del Patto del Nazareno, dunque un impresentabile: Amato(e ho detto tutto), o Fassino (quello del giro Quagliotti-Greganti e del “siamo padroni di una banca?”), o Finocchiaro (zarina di tutti gli inciuci, con marito imputato), o Chiamparino(che negli anni pari fa il politico e nei dispari il banchiere), roba così. Se invece, al quarto scrutinio, il Renzusconi non superasse il quorum, inizierebbe il massacro.
Renzi, a quel punto, potrebbe giocare un’altra carta, sempre con B. Oppure rivolgersi ai 5 Stelle. I quali, questa volta, non avranno un candidato di bandiera, come nel 2013 fu Rodotà per la proterva insipienza del vertice Pd. Per non ridursi al ruolo di spettatori e giocare fino in fondo la partita, GrilloCasaleggio e il direttorio chiedono al Pd una rosa di nomi da sottoporre agli iscritti. Renzi non li degna neppure di risposta, confermando ciò che abbiamo sempre sostenuto: è lui, non loro, a rifiutare il dialogo. Però alcuni spiriti liberi del Pd alla email hanno risposto col nome di Prodi. È probabile che il Prof – sebbene sia un padre dell’euro – risulti, agli occhi della loro base, il meglio o il meno peggio della compagnia cantante (è quel che non capiscono i nove sciocchini che ieri si sono sfilati per andare a chiedere, bel belli, a Renzi “un presidente fuori dal Nazareno”: roba da perizia psichiatrica).
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A quel punto, per Renzi, sarebbe un bel problema: come potrebbe giustificare dinanzi alla sua base un No al padre del Pdper non dispiacere al Caimano? L’uomo è capace di tutto, ma a tutto c’è un limite. E quel limite potrebbe essere Prodi, molto più popolare o meno impopolare delle suddette muffe. Se alla fine il Prof salisse al Quirinale, Renzi potrebbe comunque intestarsi la vittoria, si riconcilierebbe con gli elettori del Pd che da mesi ingoiano guano, ricompatterebbe il Pd e il centrosinistra, metterebbe in sicurezza la maggioranza del suo governo e relegherebbe B. nell’angolo. Per sempre. Il Caimano fiuta il pericolo: infatti ieri ha fatto il ritrosetto, non certo per rompere, ma per alzare la posta del ricatto. Se Renzi invece perseverasse col Nazareno, la resurrezione di Lazzaro sarebbe completa. E tutti capirebbero finalmente che il Patto è ben più inossidabile e inconfessabile di quel che si racconta in giro. Un patto di mutuo soccorso fra il Pregiudicato e lo Spregiudicato, ma anche di mutuo governo e mutui affari (condono fiscale con salvacondotto a B., regali a Mediaset sulle frequenze, legge-regalo a Banca Etruria & famiglia Boschi).
Ai tempi di D’Alema, Guido Rossi paragonò Palazzo Chigi a una “merchant bank dove non si parla inglese”. Stavolta l’inglese lo si parla eccome, viste certe fughe di notizie in quel di Londra. Così, alla fine, potrebbe chiudersi questa partita cruciale: B. che, di nuovo a piede libero (i servizi sociali scadono a marzo), entra ufficialmente nella maggioranza e forse nel governo in attesa dell’ “agibilità politica” (salvacondotto fiscale o grazia dal nuovo presidente scelto anche da lui). E intanto regolare i conti a destra. L’orrendo Italicum votato ieri al Senato, checché se ne dica, gli sta a pennello: il premio di maggioranza alla lista che arriva al 40% costringerà i partitini, Ncd in testa, a rientrare precipitosamente all’ovile di Arcore per non sparire; e gli consentirà, se arriverà secondo, di nominarsi tutti i deputati (i capilista bloccati, a cui solo chi arriverà primo aggiungerà qualche decina di eletti con le preferenze). Ma, di questo passo, non è neppure escluso che arrivi primo.
Pare un film horror, della saga Il ritorno dei morti viventi, ma è così. Complimenti al regista.
Il Fatto Q

martedì 27 gennaio 2015

28 gennaii 2015

Ciao amici, ieri sera ho visto il film " la ladra di libri" un film bellissimo che mi ha profondamente commosso per molte ragioni, mentre lo guardavo e restavo affascinato dalla trama, dai personaggi e dalle emozioni che mi stava regalando continuavo a sentire dentro di me il  concetto dell'importanza delle parole, la vita, la forza e il grande immenso significato che esse rappresentano. Ammiro e sono estasiato da chi le sa adoperare, da chi ne conosce il significato, da chi le adopera con onesta' intellettuale, odio coloro che le adoperano per muovere la bocca, per mentire , per creare false verita', disprezzo coloro che distruggono giorno dopo giorno la nostra cultura, la nostra identita'.
Le parole ci raccontano, ci dicono chi siamo, parlano della nostra anima, sono un dono straordinario.
Ciao

domenica 18 gennaio 2015

19 gennaio 2015

Ciao amici, un saluto da Danzica, tra poche ore lasceremo la citta' polacca per rientrare a Tauber. Ieri abbiamo conquistato un buon 4 posto nella gara a squadre. Golubytsky, Sauer, Schmitz e Hampel( schierata al posto della Bingenheimer infortunata) hanno battuto facilmente Honk Kong per entrare nelle 8, poi hanno superato la Francia conquistando l'accesso tra le prime 4. Russia in semifinale e Italia, nel match per il 3 posto, ci hanno battuto nettamente. Sono molto soddisfatto della reazione nervosa delle ragazze dopo la prova individuale e delle ottime cose fatte nel match con la Francia; ora dovremo continuare su questa strada per migliorare aspetti tecnici fondamentali per competere con gli squadroni che conquistano le medaglie.
Ciao

sabato 17 gennaio 2015

18 gennaio 2015

Falso in bilancio: è da ridere, se non ci fosse da piangere

di  | 17 gennaio 2015

Ma perché nessuno glielo dice Renzi che il suo ministro della Giustizia di Giustizia non capisce niente? Ha senso assumersi orgogliosamente la paternità degli inciuci? Per di più affrontando con superba faciloneria questioni tecniche di cui sfuggono significato e conseguenze. Prendiamo l’ultima schifezza, il falso in bilancioriveduto, corretto e rimasto tale qualeOrlando e Renzi lo sanno cosa sono le soglie di punibilità e a che servono? Evidentemente no, però – se hanno pazienza – leggendo qui lo possono capire.
Queste soglie nascono nel 1982, con i reati tributari: sono talmente tanti che è impossibile celebrare tutti i processi. Attenzione, tutti i processi per i reati che si scoprono; che sono una piccola parte (il 10 %) di quelli che si commettono. Sicché si decide di alleggerire lo strumento penale: sarà utilizzato solo per le evasioni più rilevanti quelle al di sopra di una certa “soglia” (fissa, uguale per tutti, non percentuale); per quelle più piccole, sotto la “soglia”, se ne occuperà l’Agenzia delle Entrate che oltre a riscuotere le imposte dovute, irrogherà sanzioni amministrative, le multe.Il sistema dunque sanziona tutta l’evasione fiscale (scoperta): parte con la Giustizia penale e parte con quella amministrativa. Ma le “soglie fantasiosamente immaginate dall’avv. Ghediniin Tribuna le a Milano, mentre difende va B. imputato di falso in bi lancio, respinte con perdite perché non previste dalla legge, quindi introdotte con legge dallo stesso B., oggi riproposte dal duo dinamico, semplicemente depenalizzano questo reato. In altre parole se la posta falsificata è inferiore al 5 % del risultato di esercizio, o all’ 1 % del patrimonio netto, il bilancio è falso sì; ma è un falso lecito; nessuna sanzione, penale o amministrativa è prevista.
La cosa più assurda è che tanto più è ricco il falsificatore, tanto più è elevato il falso; ma, purché inferiore alle soglie, non costituisce reato. Invece un piccolo falsificatore, che però superi le soglie lui sì che può essere condannato. Orlando e Renzi non lo sanno (ma Renzi dovrebbe, laureato in Legge, ha studiato Diritto penale) ma stanno applicando a rovescio una vituperata teoria giuridica nazista: la colpa d’autore (Tater schuld). Secondo questa teoria ciò che merita punizione non è tanto il delittoma il modo di essere di chi lo ha commesso:si punisce qualcuno perché è molto cattivo indipendentemente dalla gravità del reato.
Ovviamente è un’aberrazione: la legge punisce il reato in funzione della sua gravità; e prevede una pena variabile tra un minimo e un massimo; entro questi limiti si tiene conto della personalità del reo e si determina la misura della pena, più o meno alta. Con le soglie previste da Orlando (e prima ancora e non a caso da B) succede che, quanto più è ricca una persona, tanto meno è meritevole di pena. Sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. La riforma copia carbone ha mantenuto la procedibilità a querela: vuol dire che non si può procedere (tranne si tratti di società quotate) anche per un falso gravissimo, se i soci della società o i creditori non sporgono querela.
I soci: avete mai visto un ladro che si autodenuncia? I soci che non fanno parte del Consiglio di Amministrazione e che nulla sanno della gestione della società; e i creditori: come fanno a sapere che il bilancio è falso? Magari lo scoprono dopo un anno o due: con una prescrizione di 7 anni e mezzo, meglio che risparmino i soldi dell’avvocato, non ce la faranno mai. Soprattutto il falso in bilancio riformato (!) mantiene la natura (inventata da Ghedini, lui sa benissimo ciò che fa) di reato di danno: occorre, perché sia reato, che il falso abbia cagionato un danno ai soci o ai creditori.
Che siano danneggiati i soci che lo hanno fatto è da escludere: il falso gli serviva per procurarsi un vantaggio: ottenere finanziamenti, distribuire dividendi, pagare meno imposte. Restano i soci eventualmente fregati e i creditori. Ma siamo sempre lì: chi glielo dice che il bilancio è falso? E quando se ne accorgono? Insomma: avrà qualche significato il fatto che, dal 2000 (legge Ghedini / B), di processi per falso in bilancio non se ne sono fatti più? Questa è la non contestabile dimostrazione che una legge del genere di fatto lo depenalizza.
E, tanto per concludere con un’ovvietà: il falso in bilancio è la mamma di tutti i reati contro l’economia. Procura i soldi “neri” per pagare la corruzione e il voto di scambio; e senza di lui non si può commettere evasione fiscale. Stando così le cose, le vanterie di Orlando (l’avevamo previsto proprio così, siamo noi che lo vogliamo così) equivalgono a spararsi in un piede. Se proprio devi fare le porcate, falle di nascosto e spera che non ti scoprano. Ma forse hanno ragione loro. Forse alla gggente di tutto ciò non gliene importa nulla: sperano solo che, un giorno, un bel falso in bilancio capiti di farlo anche a loro.
il Fatto Quotidiano, 17 gennaio 2015

17 gennaio 2015

Ciao amici un saluto da Danzica. Da poche ore si e' conclusa la gara individuale; una brutta giornata per noi. 5 ragazze avevano raggiunto il tabellone principale dopo le fasi eliminatorie di ieri, questa mattina hanno perdo tutte al primo assalto. La Hsmpel dalla francese Thibus, la Schmitz dall'americana Kifler, la Sauer dalla francese Blase, la Binghenheimer dall'americana Prescod e la Golubytskyi dall'ameicana Ross. Molte sono le cose che vorrei dire ma,in questo momento,il morale non e' dei migliori e le domande sono esplose nella mia testa. Ho bisogno di tempo  per mettere ordine e capire, ho bisogno di tempo per riflettere su molte cose.
Domani mattina ci attende la gara a squadre, nelle 16 tireremo contro Honk Kong e se dovessimo vincere affronteremo nelle 8 la Francia. La Bingenheimer domani mattina non e' in grado di tirare, causa un dolore forte al braccio armato che si e' manifestato durante il match di questa mattina.
Ciao

martedì 13 gennaio 2015

14 gennaio 2015

Ciao amici, oggi ultimo allenamento per le ragazze prima della partenza per Danzica di domani mattina. In terra polacca venerdi e sabato scenderemo in pedana per la gara individuale e domenica per la prova a squadre.
Sabato scorso le under 20 hanno tirato a Moedling, Greta Behr e' stata la migliore delle ragazze entrando nelle prime 16. Leandra Behr, Valentina Moor, Leonie Ebert, kim Kirschen e Sophia Werner di sono fermate nelle 32. le altre hanno perso prima. Continuiamo a lavorare alla ricerca di aiutare le ragazze a migliorare in alcune sensazioni fondamentali per il proseguio della loro carriera e per essere competitive con le schermitrici piu' forti.
Ciao

giovedì 8 gennaio 2015

8 gennaio 2015

Non in mio nome

Oggi mi hanno dichiarato guerra. Decimando militarmente la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo mi hanno dichiarato guerra. Hanno usato il nome di dio e del profeta per giustificare l’ingiustificabile. Da afroeuropea e da musulmana io non ci sto.
“Not in my name”, dice un famoso slogan, e oggi questo slogan lo sento mio come non mai. Sono stufa di essere associata a gente che uccide, massacra, stupra, decapita e piscia sui valori democratici in cui credo e lo fa per di più usando il nome della mia religione. Basta! Non dobbiamo più permettere (lo dico a me stessa, ai musulmani e a tutti) che usino il nome dell’islam per i loro loschi e schifosi traffici.
Vorrei che ogni imam in ogni moschea d’Europa lo dicesse forte e chiaro. Sono stufa di veder così sporcato il nome di una religione. Non è giusto. Come non è giusto veder vilipesi quei valori di convivenza e pace su cui è fondata l’Unione europea di cui sono cittadina. Sono stufa di chi non rispetta il diritto di ridere del prossimo. Stufa di vedere ogni giorno, da Parigi a Peshawar, scorrere sangue innocente. E ho già il voltastomaco per i vari xenofobi che aspettano al varco. So già che ci sarà qualcuno che userà questo attentato contro migranti e figli di migranti per qualche voto in più. C’è sempre qualche avvoltoio che si bea delle tragedie.
È così a ogni attentato.
A ogni disgrazia cresce il mio senso di ansia e di frustrazione. A ogni attentato vorrei urlare e far capire alla gente che l’islam non è roba di quei tizi con le barbe lunghe e con quei vestiti ridicoli. L’islam non è roba loro, l’islam è nostro, di noi che crediamo nella pace. Quelli sono solo caricature, vorrei dire. Si vestono così apposta per farvi paura. È tutto un piano, svegliamoci.
Per questo dico che mi hanno dichiarato guerra. Anzi, ci hanno dichiarato guerra.
Questo attentato non è solo un attacco alla libertà di espressione, ma è un attacco ai valori democratici che ci tengono insieme. L’Europa è formata da cittadini ebrei, cristiani, musulmani, buddisti, atei e così via. Siamo in tanti e conviviamo. Certo il continente zoppica, la crisi è dura, ma siamo insieme ed è questo che conta. I killer professionisti e ben addestrati che hanno colpito Charlie Hebdo vogliono il caos. Vogliono un’Europa piena di paura, dove il cittadino sia nemico del suo prossimo. E in questo vanno a braccetto con l’estrema destra xenofoba. Tra nazisti si capiscono. Di fatto vogliono isolare i musulmani dal resto degli europei. Vogliono vederci soli e vulnerabili. Vogliono distruggere la convivenza che stiamo faticosamente costruendo insieme.
Trovo bellissimo che alla moschea di Roma alla fine del Ramadan, per l’Eid, ci siano a festeggiare con noi tanti cristiani ed ebrei. Ed è bello per me augurare agli amici cristiani buon Natale e agli amici ebrei happy Hanukkah. È bello farsi due risate con gli amici atei e ridere di tutto. Si può ridere di tutto, si deve. Ecco perché questo attentato di oggi è così pauroso. Fa male sapere che degli esseri umani siano stati uccisi da una mano vigliacca perché volevano solo far ridere, ma fa male anche capire il disegno che c’è dietro, ovvero una volontà di distruzione totale.
Una distruzione che sapeva chi e cosa colpire.
Niente è stato casuale. Sono stati spesi molti soldi da chi ha organizzato il massacro. Sono stati scelti uomini addestrati. È stato scelto un target, la redazione di un giornale satirico, che era sì un target simbolico, ma anche facile da attaccare. Tutto è stato studiato nei minimi dettagli. D’altronde una dichiarazione di guerra lo è sempre. Chi ha compiuto questo attentato sa cosa produrrà. Sa il delirio che si sta preparando. Allora se siamo in guerra si deve cominciare a pensare come combatterla. In questi anni la teoria della guerra preventiva, dell’odio preventivo, delle disastrose campagne di Iraq e Afghanistan hanno creato solo più fondamentalismo.
Forse se si vuole vincere questa guerra contro il terrorismo l’Europa si dovrà affidare a quello che ha di più forte, ovvero i suoi valori. Chi ha ucciso sa che si scatenerà l’odio. Ora dovremmo non cascare in questa trappola. Ribadire quello che siamo: democratici. Ha ragione la scrittrice Helena Janeczek quando dice che  liberté, égalité, fraternité è ancora il motto migliore per vincere la battaglia. E i musulmani europei ribadendo il “Not in my name” potranno essere l’asso nella manica della partita. L’Europa potrà fermare la barbarie solo se i suoi cittadini saranno uniti in quest’ora difficile.

domenica 4 gennaio 2015

5 gennaio 2015

Ciao amici, un saluto da Tauber. Durante l'ultimo weekend ho chiamato 21 ragazze da tutta la Germania; le migliori Senior, junior e cadette hanno tirato per tre giorni, incrociando le lame con grande intensita' e discreta qualita'. Avremmo bisogno di organizzare molti piu' allenamenti come questo, ma i problemi di budget e la scuola sono ostacoli molto difficili da superare. Permettere alle ragazze di confrontarsi e sviluppare esperienza e' un passaggio importante nella crescita di una schermitrice, mi auguro per il futuro di riuscire a trovare fondi per investire in questa direzione. Nei prossimi due weekend ci attendono le gare under 20 di Moedling e la gara Senior di Danzica.
Siamo entrati nel 2015, l'anno che vedra' l'inizio della qualificazione olimpica, molti sforzi saranno concentrati su questo obiettivo, ma non posso dimenticare l'importanza dello sviluppo del settore giovanile che rappresenta il nostro futuro.
Ciao

venerdì 2 gennaio 2015

2 gennaio 2015

La Casa In Riva Al Mare 
Dalla sua cella lui vedeva solo il mare
ed una casa bianca in mezzo al blu
una donna si affacciava, Maria
E' il nome che le dava lui
Alla mattina lei apriva la finestra
E lui pensava quella è casa mia
Tu sarai la mia compagna Maria
Una speranza e una follia

E sognò la libertà
E sognò di andare via, via
E un anello vide già
Sulla mano di Maria

Lunghi i silenzi come sono lunghi gli anni
parole dolci che s'immaginò
questa sera vengo fuori Maria
ti vengo a fare compagnia
E gli anni stan passando tutti gli anni insieme
ha già i capelli bianchi e non lo sa.
Dice sempre manca poco, Maria
vedrai che bella la città

E sognò la libertà
E sognò di andare via, via
E un anello vide già
Sulla mano di Maria

E gli anni son passati tutti gli anni insieme
ed i suoi occhi ormai non vedon più
disse ancora la mia donna sei tu
e poi fu solo in mezzo al blu
e poi fu solo in mezzo al blu
e poi fu solo in mezzo al blu

vengo da te Maria
vengo da te Maria
vengo da te Maria
vengo da te Maria
vengo da te Maria
vengo da te Maria


Lucio Dalla