giovedì 28 ottobre 2010

28 ottobre 2010

Ciao amici, questa mattina, durante una pausa dell'allenamento chiaccheravo con Okasaki San ( il coordinatore dei responsabili d'arma); gli ho spiegato quanto sia importante per la crescita della struttura tecnica giapponese l'inserimento di figure che ancora non sono previste.Il medico che in competizioni complesse come questa è fondamentale e il tecnico delle armi, altra figura molto importante per la performance dell'atleta.La Federazione Giapponese non ha bisogno di un medico federale perche al centro di preparazione olimpica c'è un vero e proprio ospedale dove tutti gli atleti sono seguiti e monitorati, ma per le competizioni ancora non è previsto.Troppo importante la sua presenza sia per gli aspetti legati alla sua professione sia agli aspetti legali; il fisioterapista(molto importante) non può bastare e non può sostituirsi al medico.Il tecnico delle armi è altrettanto importante per la manutenzione e il controllo del materiale e noi ci siamo trovati troppe volte quest'anno con problemi...figurarsi ad un mondiale!!Non pretendo di arrivare alla perfezione della cura dei dettagli come quando con la squadra italiana portavamo Gianluca Farinelli anche in alcune delicate trasferte, vedi quella asiatica, ma almeno portarlo al mondiale sarebbe per la nostra federazione un bel salto in avanti.Tutti i dettagli strutturali ed organizzativi vanno curati al massimo, pur dovendo lottare con un aspetto molto delicato per la nostra federazione...i soldi. Il budget federale ancora non consente tutto ciò ma è importante capire cosa serve per poi organizzarsi e trovare le risorse.
Ciao

mercoledì 27 ottobre 2010

27 ottobre 2010

Ciao amici, da un paio di giorni siamo a Parigi, da ieri bbiamo iniziato ad allenarci al ritmo di una seduta al giorno dalle 9e30 alle 12e30. Siamo ospiti del Racing club di Parigi una polisportiva che comprede scherma, judo, nuoto, atletica e penthatlon. E' una delle società più importanti della capitale francese e per quanto riguarda la sezione della scherma....trasuda di storia e passione!!!la maggior parte dei campioni storici francesi sono nati e cresciuti tra quelle mura; la palestra ha un grande fascino e per noi poterci allenare in un luogo come questo è sicuramente una grande emozione.Nel pomeriggio di ieri siamo andati a vedere la Torre Eiffel e poi a piedi fino ai Campi Elisi per ammirare l'Arco di Trionfo.Parigi è una città molto affascinante.L'allenamento è un classico lavoro di rifinitura dove la lezione serve solo a dare sensazioni positive e gli assalti servono ad attivare attenzione e concentrazione fondamentali per ogni performance sportiva.
Ciao amici, questo pomeriggio...shopping..le giapponesi sono maestre in questo campo!!!

sabato 23 ottobre 2010

24 ottobre 2010

Ciao amici, questa mattina abbiamo fatto l`ultima lezione , nel pomeriggio faremo un lavoro in piscina e poi domani si vola a Parigi.Bum Bum Chan(Ikeata), Cry chan (Shio),Teacher chan(Yoshizawa), Pino chan (Hirata) e Zombi chan (Mori)vi salutano con affetto.
Ciao

mercoledì 20 ottobre 2010

21 ottobre 2010

Ciao amici, sono le 8e30 sono gia` in palestra anche se oggi non c`e` allenamento; riprenderemo domani mattina.Sono qua nel silenzio della sala a cercare di sentire cosa ho dentro, a capire lo stato d`animo che ho in questi giorni.Sono arrivato a Tokio il 18 di gennaio, il 20 ho iniziato a lavorare, il tempo e` volato,ora dopo ora, giorno dopo giorno ho cercato di dare tutto me stesso a queste ragazze a questa Federazione.Spesso tornavo a casa sfinito, ma felice, con la sensazione che avrei voluto piu` tempo, con il desiderio che le giornate non durassero "solo" 24 ore.Con il passare del tempo, il modo di capirci e` diventato piu` scorrevole, le barriere culturali e di pensiero hanno iniziato a cadere ed ora siamo una squadra, unita nel desiderio comune di crescita, siamo un gruppo compatto con le sue vicissitudini, con le sue gioie con le sue delusioni.Per me questi sono giorni "speciali" torno ad un campionato del mondo, lo faccio a Parigi nella culla della scherma mondiale in una terra che ci ha sempre insegnato come si organizza la scherma(...a noi italiani un po` ci rode...ma negli anni ci siamo divertiti ,spesso e volentieri, a battere i cugini ad avere la meglio in pedana su una struttura piu` forte piu` potente della nostra), torno con grandi emozioni e con sensazioni contrastanti....tornero` a vivere quel profumo intenso dell`emozione pura, tornero` a sentire il mio cuore battere forte quando saro` a bordo pedana ad accompagnare le Nostre atlete, tornero` a vivere la gioia di essere tutt`uno con chi sta in pedana,nei momenti difficili e,spero, nella condivisione della gioia.Dovro` cercare di "limitare" e "controllare" cio` che ho dentro, dovro` essere bravo a ricordare chi siamo, quello che abbiamo fatto e quello che e` il Nostro percorso.I sogni esistono, e per quanto mi riguarda, io sono una persona molto fortunata; perche` ho avuto ,spesso, la fortuna di vederli realizzare, ma so che ci vuole tanto tempo e tanta pazienza.Molte sono le componenti che si devono incastrare per arrivare a "vivere" emozioni forti, e noi siamo solo all`inizio di questo puzzle.Sara` per me,allo stesso tempo, bello e difficile affrontare i mostri sacri della scherma mondiale; durante l`anno con le ragazze nipponiche abbiamo avuto la fortuna e il piacere di incontrare tutte le piu` forti schermitrici del mondo....ma il mondiale e` un`altra cosa....quando si spengono le luci, sulle pedane colorate e la musica accompagna la voce dello speaker...il cuore va in tumulto e in pochi minuti tutto il lavoro deve uscire per magia dalla mano e dalla mente dell`atleta.Ma ora, qui, nel silenzio della sala, so che alle pedane colorate ci arriveremo solo se supereremo i gironi e l`assalto di qualificazione, alle pedane colorate ci arriveremo solo se saremo cosi` bravi da superare il primo giorno di gara.Questo dovra` essere il Nostro primo obiettivo, concentrarci su una cosa alla volta, non pensare a cio` che ci potrebbe essere dopo, ma dare tutto cio` che abbiamo dentro dalla prima stoccata del girone, lontano dalle luci, lontano dai colori e dallo speaker, ma dentro le nostre emozioni, dentro tutto cio` che abbiamo costruito fino ad ora.Se faremo tutto cio` avremo onorato il nostro impegno e la nostra passione, se faremo tutto cio` saremo in pace con la nostra coscenza e saremo felici ed orgogliosi di Noi stessi.
Ciao

21 ottobre 2010

Caro Saviano, sulla libertà non tratto"
di PAOLO GARIMBERTI
Paolo Garimberti, presidente della Rai

Caro Saviano,
rispondo volentieri alla sua lettera 1 e Le dico subito, in estrema sintesi, come la penso: io sulla libertà non tratto. Ho vissuto un lungo periodo della mia vita in un Paese in cui la libertà non c'era, quell'Unione Sovietica che non esiste più. So dunque molto bene che cosa significa scontrarsi quotidianamente con chi tenta di mettere in gabbia la tua libertà.

Sulla libertà non trattavo in Unione Sovietica e non tratto nemmeno in Rai. Mi approprio di una citazione famosa: anche se non condivido la tua opinione farò di tutto perché tu possa esprimerla. Questo è il mio convincimento, perché il pluralismo si fa aggiungendo voci e non sottraendone. E la Rai deve saper accogliere tutte le voci. Libertà dunque è poter scegliere ma libertà vuol dire anche e soprattutto responsabilità, non quella faziosità che non rispetta la pluralità delle opinioni, che è il sale della democrazia. E di questa libertà mi faccio garante e per questo confido che, superati i problemi, Lei e Fabio Fazio saprete liberamente confezionare un programma di qualità rispettoso dei principi cardine del Servizio Pubblico che sono, tra gli altri, imparzialità, pluralismo e rispetto della persona.

Quanto alle sue osservazioni sui problemi avuti e gli ostacoli incontrati spero, e non può essere altrimenti, che siano solo lo specchio di una tendenza al ritardo che, lo dico senza mezzi termini, non mi piace per niente. E' chiaro a tutti, perché è scritto nella legge e nello statuto Rai, che né il Presidente né i Consiglieri di amministrazione possono intervenire direttamente nella gestione operativa dell'Azienda che è demandata al Direttore Generale. Ma di questa tendenza al ritardo, di questo andazzo, ho già parlato in Cda perché finisce per generare polemiche a lettura politica che ci fanno finire sui giornali e danneggiano l'immagine della Rai. Quando non rischia addirittura di incidere economicamente.

La mia Rai ideale è un'azienda normale, che sui giornali ci finisce una volta l'anno, magari quando presenta il bilancio, come tutte le società per azioni. E, come industria culturale, ogni volta che c'è una qualche iniziativa o trasmissione meritoria. Buon lavoro, dunque, Saviano, a Lei e Fabio e a tutti quelli che lavorano per il successo di quest'azienda.
Paolo Garimberti
Ciao amici, è solo il titolo di un film western del 1967,....ma chissa se in questi giorni a qualche persona farebbe bene vederlo!!???

Vivere da vigliacchi, morire da eroi

Regia di Gordon Douglas

Ciao e....buona fortuna

20 ottobre 2010

LA LETTERA
"Caro Garimberti,cosi` non andiamo in onda"


di ROBERTO SAVIANO

Caro presidente Rai, una dichiarazione del direttore generale Masi assicura che Vieni via con me andrà in onda senza problemi. Purtroppo non è vero. La favola sui compensi "astronomici" degli ospiti - agitata dai vertici Rai - è appunto, una favola, un ultimo pretesto per metterci i bastoni tra le ruote. Tutte le persone che abbiamo invitato si sono dette pronte a dimezzare i loro compensi e persino a intervenire gratis, pur di partecipare al nostro progetto: eppure, oggi, a meno di tre settimane dalla prima puntata nessuno dei loro contratti è stato ancora firmato.

Ma a parte il fatto che sarebbe ingiusto chiedere a chiunque di lavorare gratuitamente, la verità è che i soldi non c'entrano: anche perché Vieni via con me sarebbe comunque un grande affare per la Rai, viste le cifre a cui sono stati già venduti gli spazi pubblicitari. Il danno economico per la tv di Stato sarebbe cancellarlo.

La Rai ha fatto di tutto in questi mesi per boicottare il nostro lavoro: ci hanno ridotto lo studio, gli attori, gli ospiti, hanno tentato di tagliare le puntate da quattro a due, ci hanno messo in programma prima contro le partite di coppa e poi contro Il Grande fratello. Nel continuo braccio di ferro con l'azienda abbiamo avuto al nostro fianco solo la direzione di Raitre. Alla fine è stato chiaro, ci troviamo di fronte ad un paradosso: un editore che, non avendo la forza per bocciare una trasmissione, fa di tutto per farla andare male, per ridurne al minimo l'audience e costringerla in una nicchia dove non dà più fastidio. Noi avremmo voluto fare un programma ambizioso, di qualità, con ospiti importanti e destinato ad un grande pubblico per raccontare un'Italia che raramente appare in tv. Volevamo parlare di macchina del fango, di mafia e politica, di come funzionano i voti di scambio, delle bugie sul terremoto, del business dei rifiuti: guarda caso, quando i dirigenti Rai hanno conosciuto la scaletta delle trasmissioni, tutto è diventato più difficile. È allora evidente che sono i contenuti della trasmissione a fare paura: ma sui contenuti nessuno di noi è disposto a trattare, sono la nostra libertà.

In questo clima, con un editore che rema contro, e che fa di tutto per ridurre mezzi, spazio, possibilità, non possiamo né vogliamo lavorare. Non ci sono la condizioni per andare in onda. I vertici dell'azienda hanno fatto di tutto per dimostrarci di non volere Vieni via con me. La Rai dimostri che non è così, se ne è capace. Caro presidente, ci dica con chiarezza se questo programma si può fare liberamente, oppure no.