Ciao amici,martedì 3 Febbraio alle ore 15.00, ci sarà presso la sede dell'Udinese la presentazione del nuovo progetto " Accademy Bianco-Nera"; una nuova idea della Società friulana che mi vedrà coinvolto nella sua progettazione e sviluppo.
Voglio ringraziare la Famiglia Pozzo e il Direttore Generale Leonardi, per aver pensato a me per questo nuovo ruolo.
Nella conferenza stampa di martedì verranno spiegati tutti i dettagli dell'operazione.Mettero a disposizione della società bianconera tutta la mia passione e la mia professionalità.
Ciao amici a presto.
venerdì 30 gennaio 2009
giovedì 8 gennaio 2009
8 gennaio2009
Ciao amici,ieri è scomparso Vittorino Meloni,lo storico direttore del Messaggero Veneto; oggi il nostro quotidiano locale lo ha celebrato e tra i vari articoli mi ha particolarmente colpito quello scritto dall'ex direttore due giorni dopo il grave sisma del 76....un articolo che racconta in maniera strordinaria la nostra terra e il nostro popolo.
Il terremoto ha sconvolto e distrutto i paesi,ma non ha abbattuto i friulani. C'è un'atavica abitudine alla sciagura, allineluttabilità, alla calamità che non si può evitare,soltanto sopportare e vincere con la volontà di fare, di rifare.Una regione che ha subito in media ogni 50 anni un'invasione,che ha sempre dovuto rimettere le semine, ricostruire le case, ripopolare le campagne, che ha sofferto Attila e i turchi, i barbari antichi e quelli più moderni; un popolo che è andato a lavorare per il mondo dalla transiberiana ai grattacieli di New York, che ha rimandato al paese il frutto dei suoi risparmi; un mondo così, per tanti aspetti unico ed esemplare, non poteva avvilirsi di fronte alla catastrofe che l'altra sera, alle 21, ha bombardato, con un sisma senza così esattamente uguali e sanguinosi precedenti storici, la fascia pedemontana e ha scosso Udine, più profondamente di quel che appare, distruggendo molti centri, uccidendo a tavola intere famiglie serene(qust'era un'isola serena in una nazione inquieta) inducendo a sfollare una moltitudine sorpresa, ma non atterrita, prudente, non arresa.Quel che ha colpito di più i numerosi osservatori stranieri e i giornalisti che sono accorsi a Udine, come del resto i soccorritori che sono arrivati da ogni parte, sono state la dignità, la virilità del comportamento di tutti, anche di chi ha sofferto la perdita di un familiare o della casa faticosamente costruita.
Hanno visto che, senza lacrime(perchè il dolore non è da mostrare, va tenuto dentro, conservato nell'intimo), tutti lavoravano a cercare i sepolti sotto le macerie e altri già a rimettere a posto le strade, le tegole, a spazzare i calcinacci, quando non addirittura a curare i campi.Come sempre,splendidamente, i friulani hanno cominciato a soccorrere le vittime e a rimettere a posto quel che si può, in friulano,secondo un vecchio motto, significativo per tanti versi, "di bessoi", da soli.
Certo che si ha fiducia nella solidarietà nazionale,ma non pretesa,in ogni caso non per querimonie e piagnistei.
Se un diritto esiste,com'è chiaramente questo il caso,il governo e il parlamento della nazione provvederanno. Il buon diritto non ha bisogno di prefiche. Questo non è in ogni caso il costume friulano. Spiace dirlo, ma questa immane disgrazia ha dato al Friuli l'occasione, certamente terribile, di dare un altro esempio. Non potranno qui ripetersi gli episodi che sono avvenuti altrove quando si è trattato di calamità nazionali. Nè sfruttamento nè speculazione. di qualsiasi genere e da qualunque fonte provengano, possono trovare un minimo di accoglienza in questa terra. Sono sbalorditi i fotografi dei grandi rotocalchi italiani ed esteri di non trovare qui del "patos", di non avere scene di persone in deliquio, di non continuare cioè la sequenza delle storie strappalacrime.
Quasi non ci credono, si appigliano a spiegazioni psicologiche, si ripromettono di essere più fortunati, in un'inutile ricerca, oggi o domani. Questa è un'altra prova che non conoscono i friulani e il Friuli. lo vedranno, lo impareranno, capiranno bene alla fine qual'è e come sa reagire.
Altrove si piange, ci si preoccupa e si fanno gesti generosi, ma anche retorici.Qui si lavora. Il terremoto non è del tutto concluso, anche se i moti di assestamento vanno decrescendo di intensità, e intanto il Friuli, senza indugiare, manifesta coralmente, con una mobilitazione che nasce dal precetto della coscienza, la volontà di ricostruire, di rinascere.
nelle pagine di questo giornale,che esce nuovamente in condizioni difficili, non c'è soltanto la testimonianza di un dramma, ma anche quella di una grande forza morale.
di VITTORINO MELONI
Il terremoto ha sconvolto e distrutto i paesi,ma non ha abbattuto i friulani. C'è un'atavica abitudine alla sciagura, allineluttabilità, alla calamità che non si può evitare,soltanto sopportare e vincere con la volontà di fare, di rifare.Una regione che ha subito in media ogni 50 anni un'invasione,che ha sempre dovuto rimettere le semine, ricostruire le case, ripopolare le campagne, che ha sofferto Attila e i turchi, i barbari antichi e quelli più moderni; un popolo che è andato a lavorare per il mondo dalla transiberiana ai grattacieli di New York, che ha rimandato al paese il frutto dei suoi risparmi; un mondo così, per tanti aspetti unico ed esemplare, non poteva avvilirsi di fronte alla catastrofe che l'altra sera, alle 21, ha bombardato, con un sisma senza così esattamente uguali e sanguinosi precedenti storici, la fascia pedemontana e ha scosso Udine, più profondamente di quel che appare, distruggendo molti centri, uccidendo a tavola intere famiglie serene(qust'era un'isola serena in una nazione inquieta) inducendo a sfollare una moltitudine sorpresa, ma non atterrita, prudente, non arresa.Quel che ha colpito di più i numerosi osservatori stranieri e i giornalisti che sono accorsi a Udine, come del resto i soccorritori che sono arrivati da ogni parte, sono state la dignità, la virilità del comportamento di tutti, anche di chi ha sofferto la perdita di un familiare o della casa faticosamente costruita.
Hanno visto che, senza lacrime(perchè il dolore non è da mostrare, va tenuto dentro, conservato nell'intimo), tutti lavoravano a cercare i sepolti sotto le macerie e altri già a rimettere a posto le strade, le tegole, a spazzare i calcinacci, quando non addirittura a curare i campi.Come sempre,splendidamente, i friulani hanno cominciato a soccorrere le vittime e a rimettere a posto quel che si può, in friulano,secondo un vecchio motto, significativo per tanti versi, "di bessoi", da soli.
Certo che si ha fiducia nella solidarietà nazionale,ma non pretesa,in ogni caso non per querimonie e piagnistei.
Se un diritto esiste,com'è chiaramente questo il caso,il governo e il parlamento della nazione provvederanno. Il buon diritto non ha bisogno di prefiche. Questo non è in ogni caso il costume friulano. Spiace dirlo, ma questa immane disgrazia ha dato al Friuli l'occasione, certamente terribile, di dare un altro esempio. Non potranno qui ripetersi gli episodi che sono avvenuti altrove quando si è trattato di calamità nazionali. Nè sfruttamento nè speculazione. di qualsiasi genere e da qualunque fonte provengano, possono trovare un minimo di accoglienza in questa terra. Sono sbalorditi i fotografi dei grandi rotocalchi italiani ed esteri di non trovare qui del "patos", di non avere scene di persone in deliquio, di non continuare cioè la sequenza delle storie strappalacrime.
Quasi non ci credono, si appigliano a spiegazioni psicologiche, si ripromettono di essere più fortunati, in un'inutile ricerca, oggi o domani. Questa è un'altra prova che non conoscono i friulani e il Friuli. lo vedranno, lo impareranno, capiranno bene alla fine qual'è e come sa reagire.
Altrove si piange, ci si preoccupa e si fanno gesti generosi, ma anche retorici.Qui si lavora. Il terremoto non è del tutto concluso, anche se i moti di assestamento vanno decrescendo di intensità, e intanto il Friuli, senza indugiare, manifesta coralmente, con una mobilitazione che nasce dal precetto della coscienza, la volontà di ricostruire, di rinascere.
nelle pagine di questo giornale,che esce nuovamente in condizioni difficili, non c'è soltanto la testimonianza di un dramma, ma anche quella di una grande forza morale.
di VITTORINO MELONI
giovedì 1 gennaio 2009
1 gennaio 2009
Ciao amici,è stato un capodanno triste ....Carlo te ne sei andato...mi scorrono nell'anima trent'anni di immagini passate assieme, abbiamo condiviso momenti tristi e momenti belli;mi mancherai!!!!
Ti abbraccio dolce Carlo.
Ti abbraccio dolce Carlo.
mercoledì 24 dicembre 2008
24 DICEMBRE 2008
Ciao amici,vi mando i miei più sinceri auguri di un sereno e felice Natale;ancora non ho scritto nulla sulla mancata riconferma del mio mandato da parte della Federazione,quanto prima vi racconterò tutto.Ancora auguri a tutti.ciao
giovedì 11 dicembre 2008
11 Dicembre 2008
Ciao, l'ultimo week end a Lignano presso la struttura dell Ge.Tur, si è svolta la Coppa del Mondo under 20 che in Italia racchiude tutte le specialità...i risultati sono stati ottimi per tutti...ma la cosa più bella che mi ha fatto vivere un'emozione profonda...è stato rivederti in pedana cara Stefania;un pò da lontano...un pò da vicino ho guardato ogni tuo movimento,ogni tua espressione...sono stato felice...è stato uno dei giorni più belli della mia carriera!!!!!Ti abbraccio a presto!!!!
11 Dicembre 2008
Ciao zio Renzo,un altro Magro se ne è andato...tutte le volte che penso a voi da mio papà luciano,allo zio ciso,allo zio bruno...mi esce un sorriso,un sorriso dolce che racchiude tutti i ricordi che ho legati a voi,a tutti gli istanti che ho vissuto da bambino assieme a voi quando passavamo i sabato e le domeniche tutti assieme...una grande carovana di matti in giro per il Friuli..comandati dal nonno Gino.....che allegra compagnia di matti che eravate voi Magro.....ci sei rimasto solo tu zio Cin...ti abbraccio....non so se potrai esserci al funerale dello zio...ma so che anche a te scorrerà un sorriso!!!!.Ciao
11 dicembre 2008
Ciao amici,è un pò che non vi scrivo....ne è passata di acqua sotto i ponti...la lettera di Montano,la mia risposta con una lettera aperta sulla Gazzetta dello Sport, scritta per tutelare l'impegno e la professionalita di tutti gli sciabolatori,di tutte le sciabolatrici,di tutti i maestri,di tutti i componenti lo staff e per tutelare la "verità" su quello che sono stati due anni e mezzo di lavoro con la sciabola.Sono assolutamente convinto che Aldo sia e potrebbe essere ancora uno dei più forti sciabolatori del mondo,ma dovrebbe essere più sereno e più rispettoso delle persone.Domenica e Lunedi il Consiglio Federale si riunirà per decidere la struttura tecnica per il prossimo quadriennio.....beh...vi devo confessare che sto vivendo giorni strani....è calato un silenzio particolare...vedremo,io sono tranquillo ,credo di aver lavorato con impegno e professionalità nel cercare di costruire un team che potesse esaltare le qualità straordinarie degli atleti e dei Maestri che in questo quadriennio ho avuto l'onore e il piacere di coordinare.
Ciao
Ciao
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